Ero seduto su una sfigatissima fila di poltroncine ricavate in una rientranza della sala alla sinistra dello schermo. Per vedere il film dovevi stare seduto a ¾ rispetto allo schienale.
Unico vantaggio era sulla parete davanti alle poltroncine era fissato un bellissimo ripiano in granito sul quale avevo appoggiato la videocamera e la borraccia. Una bella borraccia da boy-scout. Che ci volete fare: mi viene sempre una gran sete quando vado al cinema e siedo a ¾ , quindi è normale avessi la borraccia con me.
Ad un certo punto, poco prima dell’inizio della proiezione, l’inserviente di sala mi si para davanti con aria severa. E’ un donnone immenso. Spalle larghissime su un’altezza di oltre tre metri aumentata ulteriormente da un tacco 20. Capelli crespi. Non proferisce parola e con ghigno cagnesco indica le cose poste sul piano di granito. Deduco che non vuole che stiano lì.
Metto la videocamera nel cassetto sotto il ripiano, ma la borraccia la lascio lì.
Ve l’ho già detto che mi viene sempre una gran sete quando vado al cinema e siedo a ¾? Bene, allora capite perché voglio avere la borraccia a portata di mano.
L’energumena però me la prende per portarmela via e questo è troppo. M’incazzo. Con un salto olimpionico l’afferro per i capelli per tirarla giù e riprendermi quanto è mio.
La tipa è tosta però, si curva solo leggermente e con me appeso si trascina fino alla prima fila dove siede il direttore del cinema. Il direttore con aria di sufficienza fa cenno all’inserviente di restituirmi la borraccia e io mollo la presa. La stronza però si mette a giocare come si fa con i bambini: fa cenno di restituirmi l’oggetto e poi all’ultimo momento ritrae la mano che lo regge verso l’alto. Troppo in alto per i mie salti.
Fanculo bastarda: con una falciata rasoterra le spacco il tacco 20 e lei cade malamente.
Mi riprendo la borraccia e me ne vado. Prima però mi fermo al baretto del cinema per bere una spuma. Oh, il cinema mi mette sete, s’è capito?
Questo è ciò che si sogna quando sei in attesa di una lettera d’incarico dall’azienda nella quale fai consulenza. Una lettera d’incarico che ti dovrebbe promuovere di livello e di stipendio.
Questo è ciò che si sogna quando per 2 mesi ti fai il culo per coprire il ruolo vecchio e quello nuovo con lo stesso vecchio stipendio, in attesa della fottuta lettera.
Questo è ciò che si sogna quando alle 19.00 di un giovedì ti telefona il responsabile del reparto e ti dice che le assunzioni per il 2008 e forse tutto il 2009 sono bloccate. (Eh per quale cazzo di motivo mi siete venuti a cercare? Perché tutto il teatrino dei colloqui anche se già mi conoscevate e la contrattazione del trattamento?)
Questo è ciò che si sogna quando durante i due mesi in cui hai ricoperto il ruolo che ti era stato promesso hai appreso che non ci sono soldi per garantire la copertura di tutto il 2009 ad un ulteiore consulente e ti trovi ad essere l’ulteriore consulente.
Questo è quello che sogni quando nel giro di 2 minuti ti trovi a passare da una promozione ad un probabile rischio di occupazione.
L’alternativa è il sogno di tutte le aziende: il triplo del lavoro allo stesso prezzo; ma si sa che i sogni non si avverano mai.
Per coloro che sono capitati qui e hanno avuto la pazienza di leggere fino a questo punto e avessero voglia di lasciare un commento “consolatorio”: non fatelo, non ne ho bisogno.
Non ho bisogno di essere rincuorato. Non sono triste. Sono incazzato; e la cosa che mi fa più incazzare è che come un coglione ho lascito la videocamera nel cassetto del cinema.




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