a tempo perso

venerdì, 24 luglio 2009

Loris & Boris

(segue...)
Sono passati quasi 20 anni da questo episodio, ma me lo ricordo ancora benissimo perchè penso di non essere mai stato così vicino a voler fare davvero del male, male fisico di quello violento, a qualcuno come quella volta e tutto per cinquantamila lire e uno equivoco al limite del grottesco.
Si perchè se ci pensate e se vi mettete nei panni di Loris....

Mmmm carino il tipo con i capelli lunghi qui al semaforo. Quanti anni avrà? Forse appena maggiorenne, forse no, no, non lo è.
Con questi pantaloni larghi non si capisce come c'ha le gambe. Mi ha guardato! Dritto in faccia, manca poco mi sento arrossire.
Ecco il verde.
Fa la mia stessa strada, che coincidenza, non passa mai nessuno di qua. Ma che fa? rallenta? Oh mio Dio, cosa faccio, magari è minorenne, anzi sicuramente lo è.
Meglio lasciar stare. Però lo vedo che con la coda dell'occhio mi osserva. Dai, che fai? e cammina, ci facciamo notte di questo passo.
E' andato a sinistra, facciamo proprio la stessa strada.
Ma! Ma dov'è finito! Ah eccolo lì s'è fermato. Mi guarda, oddio che faccio? cammino.
Eccolo che è ripartito. Mi segue, ma che sfacciato! Certo che ogni lasciata è persa, torno indietro e mi presento...
- Ciao io sono Loris e tu?
- MAVVAFFANCULO, CREDEVO MI VOLESSI RUBARE IL PORTAFOGLI! UN PASSIO IN PIU' E TI SFONDO LA TEMPIA CON IL CASCO!
Mammamia che figura diMMerda e che fuori di testa! OH mammamia, MA CHI TE LO TOCCA IL TUO PORTAFOGLI!
(fine)
-----
Buffa la vita.
Con questa ultima idiozia (buffa la vita) vi saluto ed auguro buone vacanze a tutti. Anche a Loris.

scritto da: iBorisse alle ore 16:40 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali, racconti, quando la realtĂ 
mercoledì, 08 luglio 2009

Boris & Loris

Quindicianni da poco compiuti.
Oggi all'uscita da scuola non prendo il treno per Prato dove mi aspetta il mio fedele Sì.
Ho appuntamento con babbo alla Fortezza. C'è la mostra del caravan e forse cambiamo il camper.
Scendo dall'autobus dal lato del Romito e aspettando il verde del semaforo pedonale rimetto nel portafogli il biglietto non timbrato dell'Ataf. Si può usare ancora un'altra volta.
Cazzo mi sono rimaste nel portafogli le cinquantamila del regalo di compleanno. Devo stare attento a non perderle.
Al mio fianco è apparso un ragazzo. Rimetto il portafogli in tasca.
Percepisco un singolare interesse verso questo gesto da parte del tizio al mio fianco.
Lo guardo in faccia, e valuto. Non tanto alto, sui 20, mingherlino, 'na mezza sega, penso, e poi c'ho comunque il casco con me. Non lo lascio allucchettato al motorino perchè ho paura che mi ci piscino i cani o mi ci cachino i piccioni, di certo non perchè abbia paura che me lo ciulino. Nel complesso, mie decorazioni comprese, è abbastanza bruttino, ma piantato sul setto nasale fa il suo male, ne sono convinto.
Verde.
M'incammino attraverso il parcheggio che, da quando è a pago è quasi deserto.
Il tizio è dietro a 5-6 metri di distanza.
Forse è solo uno che fa la stessa strada, anche se è strano: passano poche persone a piedi da qui.
Rallento così mi passa avanti.
Il tizio è sempre dietro alla stessa distanza, lo vedo con la coda dell'occhio. Ha rallentato il passo anche lui.
Merda! Non è un caso.
Rallento ulteriormente. La distanza non cambia. Cazzo vole 'sto coglione!
Giro a sinistra sul viale.
Appena svoltato l'angolo l'impalcatura dei lavori di restauro della Fortezza s'interrompe bruscamente creando una rientranza.
Mi ci butto dentro. Se lo stronzo non ce l'ha con me mi supera o magari gira a destra e non lo vedrò comparire; se ce l'ha con me ho la sorpresa ed il casco dalla mia parte.
Trattengo il fiato.
Eccolo.
Si sofferma un attimo sorpreso, spaesato, stringo forte le dita intorno al para-mento, nervi e muscoli tesi, pronti a scattare.
Prosegue lungo il viale. Riprendo fiato e il cuore in petto rivendica tutti i battiti persi negli istanti precedenti. bump-bump-bump.
Seguo l'idiota con lo sguardo e quando penso che sia ad una distanza giusta riprendo il cammino che purtroppo è nella sua stessa direzione.
Cammino, più tranquillo ma neanche troppo. Sul marciapiede, a parte noi, non c'è anima viva e il tizio ogni tanto lo vedo che si gira a guardare dietro con la coda dell'occhio.
Si ferma si volta con passo deciso viene verso di me, le nocche sono bianche tanto sono strette intorno al casco, mi carico come una balestra
- Ciao io sono Loris e tu? (sorriso da ebete)
- MAVVAFFANCULO, CREDEVO MI VOLESSI RUBARE IL PORTAFOGLI! UN PASSIO IN PIU' E TI SFONDO LA TEMPIA CON IL CASCO!
Sbianca e se ne va mesto nella direzione dalla quale siamo venuti.

(continua)

scritto da: iBorisse alle ore 18:07 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali, racconti, quando la realtĂ 
venerdì, 28 novembre 2008

I have a dream

Ieri ero al cinema. Allo spettacolo delle 4.30 della notte; o almeno questa era l’ora sul quadrante della sveglia quando mi sono svegliato.

Ero seduto su una sfigatissima fila di poltroncine ricavate in una rientranza della sala alla sinistra dello schermo. Per vedere il film dovevi stare seduto a ¾ rispetto allo schienale.

Unico vantaggio era sulla parete davanti alle poltroncine era fissato un bellissimo ripiano in granito sul quale avevo appoggiato la videocamera e la borraccia. Una bella borraccia da boy-scout. Che ci volete fare: mi viene sempre una gran sete quando vado al cinema e siedo a ¾ , quindi è normale avessi la borraccia con me.

Ad un certo punto, poco prima dell’inizio della proiezione, l’inserviente di sala mi si para davanti con aria severa. E’ un donnone immenso. Spalle larghissime su un’altezza di oltre tre metri aumentata ulteriormente da un tacco 20. Capelli crespi. Non proferisce parola e con ghigno cagnesco indica le cose poste sul piano di granito. Deduco che non vuole che stiano lì.

Metto la videocamera nel cassetto sotto il ripiano, ma la borraccia la lascio lì.

Ve l’ho già detto che mi viene sempre una gran sete quando vado al cinema e siedo a ¾? Bene, allora capite perché voglio avere la borraccia a portata di mano.

L’energumena però me la prende per portarmela via e questo è troppo. M’incazzo. Con un salto olimpionico l’afferro per i capelli per tirarla giù e riprendermi quanto è mio.

La tipa è tosta però, si curva solo leggermente e con me appeso si trascina fino alla prima fila dove siede il direttore del cinema. Il direttore con aria di sufficienza fa cenno all’inserviente di restituirmi la borraccia e io mollo la presa. La stronza però si mette a giocare come si fa con i bambini: fa cenno di restituirmi l’oggetto e poi all’ultimo momento ritrae la mano che lo regge verso l’alto. Troppo in alto per i mie salti.

Fanculo bastarda: con una falciata rasoterra le spacco il tacco 20 e lei cade malamente.

Mi riprendo la borraccia e me ne vado. Prima però mi fermo al baretto del cinema per bere una spuma. Oh, il cinema mi mette sete, s’è capito?

---

Questo è ciò che si sogna quando sei in attesa di una lettera d’incarico dall’azienda nella quale fai consulenza. Una lettera d’incarico che ti dovrebbe promuovere di livello e di stipendio.

Questo è ciò che si sogna quando per 2 mesi ti fai il culo per coprire il ruolo vecchio e quello nuovo con lo stesso vecchio stipendio, in attesa della fottuta lettera.

Questo è ciò che si sogna quando alle 19.00 di un giovedì ti telefona il responsabile del reparto e ti dice che le assunzioni per il 2008 e forse tutto il 2009 sono bloccate. (Eh per quale cazzo di motivo mi siete venuti a cercare? Perché tutto il teatrino dei colloqui anche se già mi conoscevate e la contrattazione del trattamento?)

Questo è ciò che si sogna quando durante i due mesi in cui hai ricoperto il ruolo che ti era stato promesso hai appreso che non ci sono soldi per garantire la copertura di tutto il 2009 ad un ulteiore consulente e ti trovi ad essere l’ulteriore consulente.

Questo è quello che sogni quando nel giro di 2 minuti ti trovi a passare da una promozione ad un probabile rischio di occupazione.

L’alternativa è il sogno di tutte le aziende: il triplo del lavoro allo stesso prezzo; ma si sa che i sogni non si avverano mai.

---
 
PS BURBERO:

Per coloro che sono capitati qui e hanno avuto la pazienza di leggere fino a questo punto e avessero voglia di lasciare un commento “consolatorio”: non fatelo, non ne ho bisogno.

Non ho bisogno di essere rincuorato. Non sono triste. Sono incazzato; e la cosa che mi fa più incazzare è che come un coglione ho lascito la videocamera nel cassetto del cinema.

 


scritto da: iBorisse alle ore 11:28 | link | commenti (10)
categorie: varie ed eventuali, quando la realtĂ 
lunedì, 09 giugno 2008

Situazione Kafkiana

Oggetto: revisione autovettura privata intestata al Boris

Visto che il libretto di circolazione è stato smarrito
Visto che la revisione è scaduta

Il governatore del semilibero stato di banana

DICHIARA

1.Che il Boris è impossibilitato ad effettuare la revisione per mancanza del libretto di circolazione
2. Che il libretto di circolazione non può essere duplicato in quanto la revisione è scaduta.
-------
Ho deciso di circolare in stato di ubriachezza fino a quando non sarò fermato. Voglio vedere come faranno a mettere all'asta la macchina senza il libretto di circolazione.

scritto da: iBorisse alle ore 10:47 | link | commenti (19)
categorie: quando la realtĂ 
giovedì, 10 aprile 2008

Alla dogana di Paperopoli

I fatti narrati nel seguito sono realmente accaduti.
------
Sono dipendente della A.C.M.E e faccio per conto loro il consulente alla Paperopoli SpA.
Un tempo la gestione degli accessi a Paperopoli era affidata al commissario Basettoni.
Basettoni era veramente in gamba: dopo la prima volta si ricordava perfettamente chi eri da quale responsabile di Paperopoli eri diretto.
Se all'ingresso c'era coda di visitatori occasionali da inserire nei registri doganali ti faceva passare avanti e ti allungava un badge che poi avrebbe registrato con comodo a coda smaltita. Basettoni dopo qualche mese mi fece avere anche un badge personale in modo da non dovermi registrare tutti i santi dì.
Nonostante l'efficenza di Basettoni, un giorno di circa un anno e mezzo fa, la gestione della dogana di Paperopoli viene affidata ad un'altra ditta.
Ecco che Basettoni viene sostituito da Gamba di Legno e il mio badge personale (non ho mai capito perché) viene annullato.
Comincia così il calvario di noi consulenti all'ingresso di Paperopoli.
- Chi è lei?
- Paperino, vado da Paperone.
- Chi?
- Paperino, vado da Paperone.
- PaperinI?
- No, PaperinO.
Ed ecco che Gamba di Legno inizia ad inserire i dati con l'unico dito con cui osa toccare la tastiera: l'indice sorvola la tastiera avanti e in dietro alla ricerca della lettera fuggiasca e appena individuata vi si abbatte sopra con violenza STONF!.
(stonf)P (stonf)A (stonf)P (stonf)E (stonf)R (stonf)I (stonf)N
- Ha detto Paperino, vero?
- Sì, Paperino
(stonf)O (STONF)<invio>;
- Da chi va?
- Da Paperone.
(stonf)P (stonf)A (stonf)P (stonf)E (stonf)R (stonf)O (stonf)N (??...???) (stonf)E (STONF)<invio>

Così, stonf dopo stonf, colpo su colpo finiva di inserire tutti i dati e ti allungava un badge, generalmente con la scritta "Manutenzione".
A quel punto conveniva fingersi idraulici, imbianchini o muratori per tutto il giorno piuttosto che farsi registrare come consulente.
Per quasi 6 mesi tutte le mattine la stessa storia, la stessa identica pagina di questo fumetto.

Allo scadere del sesto mese Gamba di Legno si è finalmente reso conto di essere a Paperopoli, i tasti della tastiera continuano a scambiarsi di posto, ma ha assorbito per osmosi un po' di nomi e così la pagina cambia.
- Eta Beta, vero?
- Ehm, no, Paperino.
- Ah, sì, sì, Paperino.
P A P E R I N O <invio>
(gli "stonf", ci sono ancora, immaginateveli da soli, che io mi sono rotto)
- Va da Archimed... ah, no, no, va da coso lì... da Paperoga.
- Paperone.
- Da Paperone?
- Sì, proprio da lui.
A R C <back space><back space><back space> P A P E R O N E <invio>
Per altri 6 mesi ci fermiamo a questa pagina. Faccio notare solo che Eta Beta in effetti è un consulente anche lui, ma non è della A.C.M.E. ed inoltre la somiglianza che c'è tra me e lui o tra i nostri rispettivi cognomi è, per l'appunto, la stessa che si può travare tra Paperino ed Eta Beta.

Un giorno la svolta.
In coda davanti a me trovo Gastone, un collega della A.C.M.E. che da un po' di tempo era mancato da Paperopoli.
- Chi è lei?
- Gastone.
- Bastone?
- No, G-Gastone, con la G, vado da Paperone.
P A P E R O N E <invio>
G A S T O N E <invio>
- Ma da chi va? Qui non c'è nessun Gastone!
- PAPERONE! Io sono Gastone.
- INSOMMA, CHI E' LEI?
- SONO GASTONE E VADO DA PAPERONE!
Finalmente ce la facciamo e Gastone prende il suo badge. A questo punto tocca a me e Gamba di Legno prova a rimediare facendo lo splendido:
- Eta Beta da Donald Duck, vero?
- No, Paperino da Paperone.
- MI DIA UN DOCUMENTO!
Non si è mai visto in un numero di Topolino Paperino che mena Gamba di Legno, ma, credetemi, sta per succedere. Gamba di Legno deve aver fiutato il pericolo e si affretta ad aggiungere:
- Le faccio il badge personale
Fu così che si concluse il calvario di Paperino all'ingresso in Paperopoli.

Ieri mattina ho visto facce nuove al confine e mi sono un po' inquietato, ma la sera all'uscita ho tirato un sospiro di sollievo: Gamba di Legno era di nuovo là con la sua bradipica dattilografia monodito.


(Da sinistra a destra: io - il portiere - l'altro consulente)

scritto da: iBorisse alle ore 13:42 | link | commenti (9)
categorie: racconti, quando la realtĂ 
venerdì, 21 marzo 2008

Via Guevara

Premessa
La storia qui raccontata mi é accaduta veramente circa 6 anni fa. La scrivo in questo post prima che l'alzaimer se la mangi. All'epoca Manu non era ancora nato e io e la Dida vivevamo in una'altra città in un appartamento in via Ernesto Guevara. A quei tempi avevamo una fantastica Uno modello “hobby” (la Unoobbi), con mascherina verde su carrozzeria grigia, il sedile del passeggero con solo metà schienale, qualche ammaccatura e quasi 190.000 Km randagi all'attivo. Avevamo anche un garage in via Guevara, ma tra la canoa, la bici e altro ciarpame era sempre un casino infilarci la macchina e quindi la lasciavamo sempre fuori.
-------------
Prologo
Sono circa le 2:00 di notte in via Guevara, con noi ci sono Sauro, l'Ozi, la Bettina, e non ricordo chi altro: in tutto 7 persone. Siamo a fine di una serata tra amici tranquilla e divertente. La Dida già pisola sul divano quando il campanello suona.
Videocitofono. Un agente della Polizia.
Io: Siiiì?
Agente PS: Polizia, ci faccia salire.
Io: Salga, quinto piano.
Ascensore, porta. Sono in due: l'arcigno e il bonario.
Agente PS (l'arcigno): Ci hanno chiamato perchè state facendo casino.
Io: Mah, veramente no. Forse c'è scappata qualche risata in più, staremo più attenti.
Agente PS (il bonario): Ah, non vi preoccupate, a volte ci chiamano per molto meno. Fate chiù chiano. Buon proseguimento.
Io: Ok, ci proviamo, arrivederci.
Arrivederci.


Molti mesi dopo...
Mattina di un giorno lavorativo. Io la Dida scendiamo per prendere la macchina e andare a lavoro. La macchina non c'è.
Io: Ma l'avevamo lasciata nel posteggio degli invalidi?
Dida: Mi sa di sì.
Ti credo, via Guevara sembra la via di tutti gli andicappati della città, ci sono più posti invalidi (sempre vuoti) che posti normali.
Io: Qual è il numero della Municipale?
Dida: Boh.
Io: Senti, prendiamo la mattinata di permesso, prendiamo la bici, andiamo al distaccamento dei vigili in centro, ci facciamo dire dove l'hanno portata, ci fermiamo a fare colazione e andiamo a riprendere la Unoobbi.
Dida: Ok.
Scendiamo in garage e prendiamo la bici. Quando dico “la bici” intendo dire che ne avevamo una sola, quindi io pedalo e la Dida se ne sta dietro ritta sul portapacchi.
Pedala, pedala, arriviamo dai vigili.
Noi: Avete rimosso una Uno targata xxxx da via Guevara?
Vigile: Non mi risulta, ma se è stata rimossa stanotte potrebbe essere che non è stata registrata o non è ancora stata comunicata qui.
Noi: Ok, se per caso avete notizie ci può chiamare a questo cell?
Vigile: Ok, comunque protavate a ripassare dopo le 9:00.
Non manca molto alle 9:00, quindi andiamo a far colazione al bar di Rocco in piazzetta Buonamici (e beccatevi 'sta soletta pubblicitaria) per poi ripassare dopo le 9:00.
Finita la colazione squilla il cellulare.
Vigile: Una pattuglia dei Carabinieri ha ritrovato la vostra macchina in via ??? (non mi ricodo più quale; maledetto l'alzaimer). E' incidentata. Se fate in fretta la pattuglia è ancora lì.
Caspita gentile il sig. Vigile!

Bicicletta, la Dida dietro e io pedalo, pedalo che sembro dopato e arriviamo in via ???.
La povera Unoobbi è abbandonata nel mezzo di strada con un po' di ammaccature in più e non parte.
Agente CC 1: Firmi il verbale di ritrovamento.
Firmo.
Agente CC 1: Comunque, anche se la macchina l'abbiamo ritrovata, vi conviene esporre denuncia di furto, perchè non si sa mai cosa possono aver fatto con la vostra macchina.
Io: Ok, posso farla adesso con lei?
Agente CC 1: Ah, noi non possiamo, deve venire in centrale.
Io: Senta, la centrale dei Carabinieri è dall'altra parte della città, e noi siamo in due con una bici sola, posso anche andare dalla Polizia che è un po' più vicino?
Agente CC 1: Certo, Polizia e Carabinieri sono la stessa cosa.
Parcheggiamo la macchina a spinta e via; la Dida dietro e io pedalo, pedalo e arriviamo alla stazione della Polizia.

Io: Salve, ci hanno rubato la macchina, i Carabinieri l'hanno già ritrovata, ma noi per sicurezza volevamo denunciare il furto.
Agente PS: (giuro, testuali parole) Maronna! Maronna! Mi voglio fare il segno della croce con la mano sinistra! Voi venite da noi co nu verbbale di ritrovamento dei Carabinieri?!
Io: L'agente dei Carabinieri c'ha detto che potevamo venire da voi; che Carabinieri e Polizia, sono la stessa cosa.
Agente PS: Sì, è vero, ma dato che siccome ... blablabla... e allora a noi ci tocca ...blablabla... e il fascicolo ... e l'inchiesta e blablabla
Gli lascio fare il pippone in attesa di una pausa per ritornare all'attacco ma: colpo di scena.
Io: Sì, ma...
Agente PS: (m'interrompe brusco) Ma lei abbita in via Guevara?
gulp! ingoio a fatica. Nota bene che non ho ancora dato un documento; il verbale di ritrovamento è ancora in mano mia ed è piegato in 2 con le mie generalità sul lato interno del foglio.
Io: Sì, perchè?
Agente PS: Ad un quarto – quinto piano?
ri-gulp
Io: Quinto, sì, perchè?
Agente PS: (indicandomi) Io mi ricordo di lei! Una volta sono venuto a casa vostra perchè facevate confusione.
'azz ora lo riconosco: è l'arcigno. 'sti cazzi che memoria!
Ok, andiamo dall'altra parte della città, dai Carabinieri, che forse è meglio.

La Dida dietro e io pedalo, pedalo, e arriviamo alla caserma dei Carabinieri che sta in culo ai lupi.
Agente CC 2: Prego?
Io: Ci hanno rubato al macchina e blabla blabla...
Agente CC 2: Ma come? perchè non ha fatto la ddenuncia presso ll'aggente della pattuglia che ha effettuato il ritrovamento?
Ho voglia di azzannarlo alla gola ma mi trattengo, ho le gambe indolenzite e non potrei scappare troppo velocemente.
Io: Il collega suo ci ha detto che non poteva
Agente CC 2: Sì, sì, vabbe', mi ddia uno ddocumento
Do la carta d'identità.
Agente CC 2: Ah! lei abbita in via E GGuevara
Eh no! e che cazzo! manco fossi un terrorista.
Io: Sì! abito in via Guevara, perchè?
Agente CC 2: (giuro, testuali parole) Eh, ma qquesta è via 'E' GGuevara, non via 'che' GGuevara; è 'E' puntato GGuevara, non via 'C' puntato GGuevara.
Io: (incredulo) Ehm, sì, Ernesto 'che' Guevara...
Agente CC 2: Ah! e chi è qquesto, il padre dell'altro?
Scarto l'idea di spiegargli che 'che' era un soprannome derivato dal fatto che 'che' è un intercalare argentino e che per i cubani suonava pittoresco ecc. e rispondo
Io: Bho, non so in che grado di parentela fossero.

Epilogo
Esco dalla caserma CC con al mia bella denuncia, pedalo, pedalo, sempre con la Dida dietro, riattraverso la città e arriviamo finalmente a casa nella via del padre del Che.
Mentre sto aprendo il garage per posare la bici arriva il vicino di garage
Vicino: Vu' fate proprio bene a anda' 'n bici co' 'na giornata hosì.

MAVVAFFANCULO!

via guevara

scritto da: iBorisse alle ore 09:49 | link | commenti (9)
categorie: quando la realtĂ 

pensieri, parole, racconti sconnessi e scoordinati

Chi sono

Utente: iBorisse
Nome: Boris
Sono un albero, l'energia dell'atomo e... Paperino. Mi piace leggere. Mi piace scrivere anche se non son capace. Mi piace la musica dal punk al jazz purchè mi prenda lo stomaco. Mi piace suonare anche se non son capace. Mi piace pagaiare lungo i fiumi, discenderli con calma e magari arrivare al mare. Mi piace passeggiare per boschi o per centri storici poco affollati. Mi piace giocare con il Lego. Amo la vita, incasinata o monotona che sia. Amo Manu, la Cice e la Dida, sempre; anche quando rompono o mi fanno incazzare.

Theshold Brothers

Byte Generation
Byte Generation SE
L'AutoproRotto'98
Legalize It!

Foto recenti

Vedi altri media

Avviso polemico e presuntuoso
(clik per ingrandire)

Bottoni

Add to Technorati Favorites
http://www.wikio.it
MigliorBlog.it
Googlerank, pagerank di Google
BlogLink.it

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder