Alle 7.35 il tostapane a raggi poli-ionici entrò in funzione automaticamente. 2,8 secondi dopo il toast era pronto, tostato a puntino su ambo i lati in modo uniforme.
Il tostapane, come tutti gli altri elettrodomestici, tutti i macchinari e tutti i mezzi di locomozione era alimentato a corrente dissociata prodotta da pannelli foto-atomici.
La corrente dissociata era costituita da due flussi distinti di particelle elettriche: uno di sole particelle positive, l'altro di sole particelle negative.
Il pannello foto-atomico non faceva altro che convogliare l'energia luminosa su uno strato gelatinoso ottenuto dai rifiuti organici addizionati con alcuni enzimi H modificati. Il gel, sotto la sollecitazione luminosa, produceva un flusso di protoni ed elettroni non legati tra loro che venivano distribuiti tramite collegamenti a cavità risonanti alle apparecchiature da alimentare.
Ogni sistema che aveva bisogno di energia era collegato, o ospitava al proprio interno, un ricombinatore che, sfruttando l'energia rilasciata dai legami che si venivano a formare tra protoni ed elettroni, forniva all'apparato la potenza necessaria a svolgere le funzioni preposte; nella fattispecie, tostare il pane.
Schema funzionale di un impianto foto-atomico domestico
Esistevano due tipi di ricombinatori: il ricombintore 2(1+1) o H2 e il ricombinatore 2+2 o He.
Il primo combinava 1 protone con un 1 elettrone formando un atomo di idrogeno (H) che inevitabilmente si legava ad un altro atomo H formando la molecole di idrogeno H2.
Il secondo combinava due protoni e due elettroni producendo un atomo di elio (He)
I ricombinatori 2(1+1) erano generalmente usati nel settore industriale per vari motivi:
I pareri riguardo i grassi idrogenati nelle merendine erano discordanti. I complottisti sostenevano che erano nocivi, a lungo andare addirittura mortali, la comunità scientifica delle merendine sosteneva che erano identici ai grassi naturali non trattati.
Alla metà degli anni 30 il governo, per risolvere la contesa, dette il via ad un esperimento su un campione di 8 volontari così composto:
L'esperimento consisteva nel rinchiudere gli 8 in una casa, riprenderli 24 ore su 24 da 1000 telecamere e nel nutrirli esclusivamente con grassi idrogenati. L'esperimento venne finanziato dai proventi dei diritti televisivi del reality che ne scaturì e che venne intitolato “il grande macello”.
Il risultato del reality-experiment fu disastroso: dopo 1 mese i due animali morirono di diarrea; dopo 2 fu la volta dell'anziano, stroncato da infarto durante un amplesso con la siliconata ultrasessantenne trasmesso in diretta a reti unificate; di lì a poco fu la volta dell'anziana signora, deceduta durante una liposuzione; seguirono a ruota le due anoressiche per deperimento (cedevano le loro porzioni di grassi idrogenati ai bulimici e agli animali); infine fu la volta dei bulimici più o meno per gli stessi motivi dei due animali con l'aggiunta di complicanze cardiovascolari.
Nonostante l'ecatombe fu un successo televisivo incredibile, quanto inaspettato.
Le industrie delle merendine, per dimostrare la faziosità dell'esperimento e per risanare le perdite dovute al calo delle vendite, finanziarono allora “il grande macello 2”: stesso campione di cavie della prima edizione, ma stavolta nutriti esclusivamente con lardo di Colonnata.
Quando dico “ stesso campione di cavie” intendo dire che le persone e gli animali erano proprio gli stessi. Il pubblico sembrò non badare all'incongruenza del fatto; anzi sembrò apprezzare e la seconda edizione fu addirittura un trionfo. I risultati dell'esperimento furono identici e pertanto venne accettato il fatto che i grassi idrogenati facevano bene quanto quelli naturali e la vendita di merendine ebbe la sua ripresa.
I ricombinatore 2+2 veniva usato invece in ambito domestico principalmente perchè l'elio è meno esplosivo dell'idrogeno.
L'elio prodotto veniva usato per gonfiare i palloncini. I palloncini erano diventati in breve tempo il regalo più detestato dai mocciosi: i più magri facevano fatica a camminare alleggeriti dai palloncini legati ai bracci, i più ciccioni facevano fatica a portare il cibo alla bocca dato che i maledetti palloncini erano talmente tanti da costringerti a stare a braccia sollevate tutto il giorno.
La scuola era diventata improvvisamente un posto popolare: era l'unico posto in cui era consentito slacciarsi i palloncini dai polsi (era il solo modo per garantire visibilità di lavagna ed insegnante anche dalla seconda fila in poi). Apposite rastrelliere per palloncini erano presenti all'ingresso di tutti gli istituti e all'uscita il personale non docente vigilava che ogni bambino si riprendesse il proprio sacchetto della spaz..., pardon, i propri palloncini).
Come contropartita, andare al cinema a vedere un film per bambini era invece un incubo.

- oggi niente scuola, andiamo tutti al mare!!
- Nooooo!!! - protestarono in coro i due piccoli
- Su, su, poche storie c'è un monte d'elio da smaltire prendetevi i vostri palloncini ed usciamo.

pensieri, parole, racconti sconnessi e scoordinati