a tempo perso

lunedì, 18 agosto 2008

L'ordinario caso Genovesi

Il corpo giaceva sotto la scarpata della strada dalle 7:00 di quel sabato mattina. Con l'uccello fuori dalla patta e la schiena spezzata attendeva di essere ritrovato alle 7:40 da Giovanni Pregadio, detto zio merda per l'abitudine di raccattare qualsiasi cosa gettata anche solo vagamente riutilizzabile.

Il fatto che si inizi con un cadavere non fa di questa racconto un giallo o un noir ed infatti diciamo subito che l'assassino è Matteo Alemanni: 36 anni; incensurato; precario; sposato e con due figlie: Futura (8 anni) e Asia (6), sintomo (la scelta dei nomi) della voglia di nuovo, di diverso.

Aggiungiamo anche, tanto per togliere ogni voglia di suspance, che nessuno fu mai accusato d'alcunché.

Come la polizia poté rilevare dai documenti rinvenuti nel portafoglio della vittima, il corpo apparteneva a Marco Genovesi: 53 anni; incensurato; operaio tessile in cassa integrazione; sposato con tre figli: Dimitri (25 anni), Natasha (23) e Silvio (15) a dimostrazione del passato e dell'attuale orientamento politico.

I giornali riportarono che Marco Genovesi era una “persona mite”: non aveva infatti un reddito sufficientemente elevato per meritarsi il “persona rispettabile” della stampa. Ad ogni modo, anche se lo avesse avuto (il reddito elevato), la memoria del Genovesi non avrebbe mai potuto aspirare a tanto rispetto mediatico: rimaneva infatti quel particolare scabroso della fava al vento: particolare imperdonabile in un emerito sconosciuto.

Al di là delle frasi fatte dei giornalisti, il Genovesi era un grande guerriero.

Aveva abbattuto centinaia di nemici spietati durante l'inaugurazione del centro commerciale per accaparrarsi una Play Station sotto costo per il piccolo Silvio.

Aveva incrociato le spade con orde di pensionati incarogniti durante le code agli sportelli.

Aveva combattuto contro l'amministrazione pubblica in più di un occasione per cercare di ottenere rimborsi ed esenzioni.

Aveva sopportato le ingiurie dei condomini per il colore della tenda parasole dal colore non omologato.

Soprattutto s'era fatto un culo tanto per mantenere tutta la famiglia.

L'Alemanni non era sicuramente da meno: di giorno lavorava sottopagato come operatore in un call center e di notte lavorava a nero come facchino presso un grosso spedizioniere.

Il Genovesi e l'Alemanni non si conoscevano e non si erano mai incrociati prima di quel sabato.

Il Genovesi come tutte i giorni da quando era in cassa integrazione, era uscito a fare una pedalata. Bici Legnano da passeggio del 1986 in buono stato; fruit bianca; jeans corti verdi; sandali marroni: insomma, niente a che vedere con un ciclo-amatore. Nessuna passione per il ciclismo; solo pura e semplice valvola di sfogo. Un modo per passare un po' di tempo senza pensare ai conti e a tutto il resto.

Giunto al chilometro 23 della provinciale era sceso di sella, aveva appoggiato la bici ad un pino, e fatti pochi passi più avanti si era infine fermato sul ciglio della strada. La carreggiata alle spalle. Lo sguardo perso sui campi circostanti.

L'Alemanni, rincasava da un lungo turno di facchinaggio, mancavano pochi minuti alle 7:00. Al chilometro 23, il sonno maligno e irrefrenabile si abbatté sull'Alemanni. L'auto, fuori controllo, falciò il Genovesi che stava pisciando.

L'Alemanni riuscì a riprendere il controllo del veicolo, ma non c'è dato sapere perché non si fermò, né se sarebbe servito a qualcosa.

Questa la realtà dei fatti. Non molto distante dalla ricostruzione della polizia: le strisciate nere sull'asfalto non lasciavano dubbi. Molto lontana invece dalle allusioni dei primi articoli del giornale locale: il cazzo all'aria su una strada battuta giorno e notte da puttane e travestiti era un facile appiglio per pestare nel torbido.

La polizia archiviò il caso dopo poche settimane e blande ricerche.

La stampa se ne occupò giusto giusto per un paio di giorni e solo in virtù di quel pisello al vento.

La Legnano del Genovesi non fu mai ritrovata: zio merda aveva pensato bene di portarsela a casa prima di avvisare la polizia.

Come preannunciato non si tratta né di giallo né di noir. Date voi un colore a questo racconto se vi va. Secondo me, il fatto che questo caso possa verosimilmente definirsi “ordinario” la dice lunga e se proprio gli si deve dare un'etichetta, un colore, un profumo, non si può non tener conto del soprannome del Pregadio.

Boris                      

NB: Riferimenti a fatti e/o persone sono del tutto casuali


scritto da: iBorisse alle ore 10:03 | link | commenti (3)
categorie: racconti, esercicci
mercoledì, 30 luglio 2008

Propositi per il nuovo anno

Manca poco più di un giorno alla ferie.
Per me il passaggio dal vecchio al nuovo anno avviene con le vacanze estive, quindi auguro buone vacanze e buon anno a tutti quelli che passano di qui.
Vi lasio un incipit per l'anno che verrà:

Io a Gigi D'Alessio gli farei ..........


Dite la vostra nei commenti terminando la frase. Buone ferie.

scritto da: iBorisse alle ore 11:15 | link | commenti (11)
categorie: varie ed eventuali
mercoledì, 23 luglio 2008

Legalize It!



Questo è l'ultimo nostro cortometraggio. Conteneva l'idea germinale de "Il mercante d'ossi" ed ormai non è più d'attualità come quando venne girato. Tra "Byte Generation", "L'autoprorotto" e questo "Legalize It", i Threshold Brothers hanno realizzato altre cosucce su commissione (alcune divertenti, altre meno) che non verranno mai postate perchè non ne abbiamo le copie.
Realizzare video mi manca, anche se, senza mezzi e attori veri è a volte frustrante: tante idee sono rimaste nel cassetto perchè tecnicamente irrealizzabili.
Ultimamente, dopo un lungo periodo di lontananza, io e Sergio ci siamo ritrovati e magari, se arriva l'idea giusta e realizzabile, potrebbe esserci una reunion dei "fratelli soglia".

Scheda Tecnica
Titolo
Legalize It!
Regia & Montaggio
Threshold Brothers (Luca, Sergio, Giovanni detto Iso)
Soggetto & Sceneggiatura
Boris
Attori
Sergio (acquirente), Iso (spacciatore)
Riprese
Boris
Musica Miscela di brani di musica industriale di gruppi che forse solo Sergio ascolta


scritto da: iBorisse alle ore 10:01 | link | commenti (10)
categorie: video, cortometraggi, threshold brothers
lunedì, 07 luglio 2008

Aforisma Nr.6

Presupposti per riuscire nella vita:
entrare
uscire
rientrare.

scritto da: iBorisse alle ore 11:49 | link | commenti (16)
categorie: aforismi e discorsi
venerdì, 20 giugno 2008

Passaggi

- Babbo ti piace la mia tartaruga?
- Vedere... Bellissima Manu! me la regali?
- No
- Allora me la presti per metterla su internet?
- Vabbene
- Ci metti anche la tua firma?
...
- Guarda babbo so scrivere anche al contrario...

TartarugaOggi è l'ultimo giorno di materna del mio piccolo Leonardo. Stamattina era emozionato e si è voluto mettere il gel nei capelli per essere più bello in questo giorno speciale.
La sensazione che ho avuto è che si stesse preparando all'inizio di qualcosa di più grande piuttosto che alla fine di qualcosa, ma forse è solo una mia proiezione.
Ad ogni modo buon cammino piccolo mio e scarpe larghe.

scritto da: iBorisse alle ore 09:46 | link | commenti (14)
categorie: bambini, prime volte
giovedì, 19 giugno 2008

Arte y Pico Award

La cara Annie67 mi ha conferito il premio Arte y Pico Award con la seguente motivazione:

Per l’originalità, l’ironia, la simpatia, la solidarietà e l’amicizia dimostrate nel corso del cammino, per la capacità di stimolare il dialogo e invitare alla riflessione



Chi riceve il premio deve sottostare alle seguenti regole:

1) scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!
2) ogni premio assegnato deve avere il nome dell'autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possano visitare;
3) ogni premiato deve esibire il premio e mettere il nome e il collegamento al blog di colui che ti ha premiato (questa frase mi suona male italianicamente parlando, ma laregola dice proprio così)
4) il premiato deve mostrare il collegamento con il blog Arte y Pico dove nasce l'iniziativa
5) pubblicare le regole.

Messo così sembra quasi un meme e/o una furbata dei signori di Arte y Pico per aumentare gli accessi, ma per un blog piccolo piccolo e novellino come il mio è comunque un onore; quindi un grossissimo grazie ad Annie: GRAZIE!

Per l'assegnazione dei 5 premi vorrei dirvi: prendete la lista dei mie amici e assegnatene uno ai primi 5 visualizzati in quel momento, ma non so se si può fare, quindi distribuisco i premi così:

A Valentina per la simpatia
A Dolma per la sua bella follia e per nepotismo
A Rita (alias Azzurra23) per avermi fatto commuovere con più di un post
A Francesca(alias Micol74) perchè mi piace e spesso condivido la sua vena polemica
A Qualcosa del genere per l'ironia e l'intelligente sarcasmo

A tutti coloro che trovano l'immagine del premio un po' pomposa voglio svelare un segreto: non fatevi ingannare, si tratta di un Gormita del popolo dell'aria!

scritto da: iBorisse alle ore 12:02 | link | commenti (2)
categorie:
lunedì, 09 giugno 2008

Situazione Kafkiana

Oggetto: revisione autovettura privata intestata al Boris

Visto che il libretto di circolazione è stato smarrito
Visto che la revisione è scaduta

Il governatore del semilibero stato di banana

DICHIARA

1.Che il Boris è impossibilitato ad effettuare la revisione per mancanza del libretto di circolazione
2. Che il libretto di circolazione non può essere duplicato in quanto la revisione è scaduta.
-------
Ho deciso di circolare in stato di ubriachezza fino a quando non sarò fermato. Voglio vedere come faranno a mettere all'asta la macchina senza il libretto di circolazione.

scritto da: iBorisse alle ore 10:47 | link | commenti (19)
categorie: quando la realtĂ 
martedì, 03 giugno 2008

L'autoprorotto

Correva l'anno 1998.
Gli studenti di sinistra dell'Università di Firenze organizzano "L'Autoprodotto": rassegna di cortometraggi realizzati dagli studenti con i mezzi dell'università.
I Threshold Brothers, gasati dall'esperienza di Byte Generation, non potevano non partecipare.
Sceneggiatura pronta, "cast" selezionato, prendiamo in consegna la videocamera dell'università.
Non ricordo più quanti e quali problemi avesse, fatto sta che la videocamera era praticamente inutilizzabile.
Decidiamo di non avventurarci nella realizzazione della nostra sceneggiatura con tale catorcio e cambiamo tutto al volo. Via libera all'improvvisazione e soprattutto "buona la prima": il soggetto è la videocamera che non va.
Devo ammettere che il video fa veramente caca'; però ci sono affezionato perchè è il primo cortometraggio per il quale realizzammo  la "colonna sonora" e perchè si guadagnò, durante la proiezione, un lunghissimo applauso da parte di tutti quelli che ebbero a che fare con la videocamera in questione.

Scheda Tecnica
Titolo
L'AutoproRotto'98
Regia, Montaggio, Sceneggiatura
Threshold Brothers (Marco, Sergio, Boris)
Attori
Threshold Brothers
Riprese
Threshold Brothers
Musica
Threshold Brothers (ford remix)
base loop: riff delle shonen knife
chitarra: Sergio
Miscelato con spezzoni di un vecchissimo concerto dei 99 posse

Per la cronaca: la sceneggiatura con cui volevamo partecipare è ancora lì in un cassetto, non è mai stata realizzata (per ora).


scritto da: iBorisse alle ore 11:50 | link | commenti (5)
categorie: video, cortometraggi, threshold brothers
martedì, 27 maggio 2008

Porcazozz

salsiccia_patataNOOOO! Porcazozz mi sono dimenticato!
Il 28 c'è la rivoluzione!
Ma io il 28 sono in trasferta a Milano!
calma, calma, riflettiamo... i casi sono due:
- o si rimanda
- o iniziate voi e io vi raggiungo appena rientro

scritto da: iBorisse alle ore 10:43 | link | commenti (4)
categorie: fantapolitica, rivoluzione

Con mia sorella si parla d'altro

- Chat di gmail -
Cella:  ciao fratellino
Cella:  hai visto il sms di stanotte?
me:  sì, l'ho visto. Ora faccio festa e passo dal bossoffiss
[bla-bla
                 bla-bla
                                bla-bla]
me:  buono, ciao, scappo
Cella:  ok saluta tuttiiiiiiiiiiiiiiii
me:  senz'altro o ti saluto anche altro?
Cella:  fai tu, magari salutalo poverino
me:  ok, allora saluto anche altro (ciao altro, saluti dalla cella)
Cella:  dagli un bacuio speciale va
me:  (un bacio speciale)
Cella:  ma è discreto?
me:  (no, non a te altro, a qualcun'altro!)
eccheccazz, scusa celluzza, ma  a quell'altro non gli puoi dare un dito che siprende tutta la mano.
me: è discreto, direi che sicuramente è meglio di chiunque altro
Cella:  sai com'è...con sti chiari di luna...magari altro è meglio di questo
me:  no, no, non c'è nessun'altro meglio di quest'altro
Cella:  azz, allora presentamelo quest'altro
me
:  senz'altro, anzi no, con altro
Cella:  sto sempre in astinenza fratello...non mi serve uno qualunque, ho bisogno di altro
me:  e altro arriverà
Cella:  e altro si prenderà. io la salverei questa conversazione, è da blog
me:  fatto


scritto da: iBorisse alle ore 09:37 | link | commenti (7)
categorie:
martedì, 20 maggio 2008

Le petit anarchiste

Sottotitolo: regolamenti serpenti

Due sabati fa eravamo ai giardini dietro casa, io la Dida, la Cice e Manu, e decidiamo di giocare a pallone.
Prevedendo una eccessiva irruenza del fratello maggiore sulla sorellina la Dida annuncia l'introduzione di una regola:
- Attenzione, c'è una regola...
a questo punto la Cice corre spaventata verso la panchina, ci sale e sopra in piedi e indicando verso l'erba urla:
-Pura, pura [paura, paura,ndr], una regola, una regola!!
ciuccio anarchico



scritto da: iBorisse alle ore 10:25 | link | commenti (13)
categorie: bambini
venerdì, 09 maggio 2008

Il girotondo dei Bravi Bambini

All'uscita della stazione lo accolse l'odore di lana bagnata esalato dal fiume. Non si poteva definire "gradevole", ma per il Piccolo Capellone era come la puzza delle proprie scoregge: fa schifo, ma è parte di te e ti strappa sempre un sorriso. Il treno era stato puntuale; peccato che fosse quello delle 19.00 anziché quello 18.32. Per giunta il treno era diretto a Bologna anziché a Viareggio e il Piccolo Capellone fu costretto a scendere alla centrale anziché al Serraglio. Aveva perso la cognizione del tempo ascoltando LP alla "Galleria del disco", aveva perso il treno delle 18.32, era in ritardissimo e se non si sbrigava avrebbe perso anche l'autobus. Aveva pochissimi minuti per attraversare il centro, prendere l'ultima corsa del 19 e una volta a casa prendersi una risciacquata dal babbo. Al tempo il termine "cellulare" indicava soltanto la camionetta della polizia penitenziaria e di gettoni il Piccolo Capellone non ne aveva.
S'incamminò lungo la sponda del fiume che cambiava colore con le stagioni e con le mode, vista la quantità di tintorie che scaricavano a monte. La zona era famosa per essere luogo di spaccio e di buco, ma il Piccolo Capellone non era spaventato: aveva su la faccetta dura, era nato e cresciuto (poco) nel quartiere più famigerato della città e poi arrivare in ulteriore ritardo era più angosciante della possibilità di imbattersi nel peggiore dei tossici.
A casa lo accolsero l'isteria e la furia previste. Niente sberle, almeno quella volta. Nessuna domanda su perché e per come. Solo urla rabbiose e il pesante senso di inadeguatezza del Piccolo Capellone, che, come al solito in questi casi, sentiva sospesa, se non addirittura revocata, la concessione parentale all'usufrutto del bene e dell'affetto.

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Il treno arrivò con circa 40 minuti di ritardo. All'uscita della stazione centrale lo attendeva la macchina parcheggiata vicino al fiume che adesso, grazie ai depuratori, puzzava di marcio e non cambiava più colore con le mode e le stagioni, ma manteneva lo stesso color merda 365 giorni l'anno, anno dopo anno. 
Il Capellone Cresciuto si accasciò sul sedile. Lo sfrigolio in sottofondo non era dovuto all'interferenza del cellulare sulle casse dell'autoradio, ma dai suoi polmoni. Troppe le sigarette fumate, troppa la tensione accumulata e somatizzata durante il lunghissimo week end. Era affranto per l'ennesima storia finita male. Aveva già percepito che comunque non poteva durare. Lui per primo se n'era reso conto con largo anticipo, ma anziché mollare era stato mollato e stava male. Non era questione di orgoglio, era qualcos'altro. Non aveva fatto niente di male eppure si sentiva in colpa per essere stato mollato. Si sentiva inadeguato; si sentiva come quando veniva sgridato dal padre. Il Capellone Cresciuto finalmente capì cos'era e odiò. Odiò come non mai tutti i Bravi Bambini del mondo e in particolare quello che si portava dentro. Il Capellone Cresciuto pensò che i Bravi Bambini fossero i mercanti più spregevoli che l'umanità avesse mai conosciuto. Pensò che fossero gretti perché mercificavano un bene inestimabile: l'affetto delle persone care. Li trovò ipocriti perché in cambio dell'affetto offrivano "giusti" comportamenti e "buone" azioni e quindi il loro "giusto" e il loro "buono" avevano in realtà secondi fini. Pensò infine che fossero infinitamente stupidi perché si facevano un culo tanto per avere in concessione quello che spettava loro di diritto.
In preda alla rabbia il Capellone Cresciuto prese il Bravo Bambino Cresciuto per il collo e lo strangolò.
Al suo posto rimase un buco abitato da un granchio. Il Capellone Cresciuto non sapeva se questa nuova creatura fosse meglio, peggio o semplicemente diversa dal Bravo Bambino. Faceva male il granchio. Sentiva le chele stringere i bordi del vuoto che abitava. Non sapeva ancora se il granchio stesse cercando di allargare quel buco o stesse disperatamente tentando di tenerne insieme i lembi.

---
 

L'Uomo Abitato dal Granchio era nervoso e preoccupato. Non per il granchio, ma per il Piccolo. Il Granchio era ormai una presenza silenziosa accucciata nel buco richiuso. Non faceva più male e si faceva sentire solo quando le cose non andavano proprio. Come era sempre stato sin dalla sua comparsa, anche in questi casi non era chiaro se le chele cercassero di riaprire il buco o di mantenerlo chiuso. In ogni caso era sempre un prezioso campanello d'allarme. Il Piccolo, al contrario, era una presenza rumorosa e giocosa e in quel momento non era a casa. L'ora stabilita per il rientro era già passata da un pezzo, ma del Piccolo nessuna traccia nonostante fosse un bambino responsabile e ubbidiente.
Finalmente il Piccolo rincasò. L'Uomo Abitato dal Granchio aveva accumulato troppo nervoso e stava per sbottare contro il Piccolo, ma fu bloccato dalla faccia dispiaciuta del Piccolo e da una poderosa pinzata del granchio. Improvvisamente l'Uomo Abitato dal Granchio si vide, mano per la mano, in un girotondo di Bravi Bambini. Nella destra la mano del padre nella sinistra la mano del Piccolo. Si sentì improvvisamente stanco, aveva ucciso il proprio Bravo Bambino per farne nascere uno nuovo nel Piccolo. La rabbia svanì. Si piegò sulle ginocchia per parlare ad altezza Piccolo, da pari a pari e a voce quasi bassa disse: "Ma porca miseria non dovevi tornare prima?", poi abbracciando il Piccolo aggiunse: "Ero in pensiero". Sempre tenendolo abbracciato cominciò a fare tutte le domande che avrebbe voluto sentirsi fare quando era solo un Piccolo Capellone. Stai bene? Ti sei divertito? Hai visto, fatto, imparato qualcosa d'interessante?
E mentre rispondeva l'espressione del Piccolo s'illuminava. Non era la faccia di chi capisce di averla fatta franca, ma di chi capisce di aver sbagliato ma si sente comunque amato.
Nessuno se ne accorse, ma in pochi minuti cadde il Mondo, cadde la Terra, i Bravi Bambini chiusero il negozio e finalmente, ridendo, caddero giù per terra.
 

Boris 

scritto da: iBorisse alle ore 15:36 | link | commenti (8)
categorie: racconti
giovedì, 24 aprile 2008

Byte Generation

Qualche anno fa, io e alcuni amici abbiamo realizzato dei cortometraggi.
In piena crisi creativa ci demmo l'orribile nome di Threshold Brothers. Nel tempo la "formazione" é cambiata ma il nome é rimasto.

Per una serie di vicessitudini, con le quali non vi annoio, é stato per lungo tempo impossibile mettere questi corti sul web.

Ultimamente però, grazie ad Andrea, amico e collega della Paperopoli SpA sono riuscito a riportarli in formato digitale e mo' ve li posterò un po' alla volta.

Cominciamo dal primo.
Correva l'anno 1997 e se la memoria non m'inganna internet era in piena espansione, Netscape era ancora il miglior browser, google non esisteva e altavista e lycos erano i motori di ricerca più gettonati.
Perchè queste rimembrabza tecnologiche? Perchè la sinossi che accompagnò questo corto a svariati concorsi era: "Un cattolico alle prese con il vizio del fumo, il rito della confessione e internet".
 
Scheda Tecnica
Titolo
Byte Generation
Regia & Montaggio
Threshold Brothers (Luca, Sergio, Boris)
Soggetto & Sceneggiatura
Boris
Attore
Sergio
Riprese
Luca

La VHS da cui é stato digitalizzato é un po' consumata, un canale audio é quasi andato, ma tutto sommato é ancora a guardabile e, spero, gustabile.
Buona visione.
 



Esiste anche un “Byte Generation S.E.”, dove S.E. sta per “Short Edition”ed é la versione ritagliata ad 1 minuto con la quale vincemmo l'edizione 1998 di Videominuto.
Non la pòsto per non essere ripetitivo, ma chi la volesse vedere la può trovare qui.

 


scritto da: iBorisse alle ore 14:48 | link | commenti (15)
categorie: video, cortometraggi, prime volte, threshold brothers
martedì, 22 aprile 2008

Recensione a Colori Nr1 & 2

Dopo il libro di Volo (vedi questo post) ho letto, più per sport che per diletto, "I pilastri della terra" di K.Follet e adesso sto leggendo, più o meno con lo stesso spirito, il seguito "Mondo senza fine". Ma non è di questi libri che vi voglio parlare.

Il primo libro di cui voglio parlarvi è un classico di casa:
"GIULIO CONIGLIO IN VIAGGIO CON IGNAZIO"
Giulio, coniglio tossicodipendente, sempre preoccupato, terrorizzato o perplesso tranne quando si fa di carote, parte per un viaggio senza meta con l'amico Ignazio, un istrice iperattivo. Durante il cammino la strana coppia dovrà affrontare spaventosi Pietro Pipistrelli e surreali lepri locandiere, dall'eccessiva prudenza al volante. Solo l'amicizia potrà riportarli a casa. Storia "On the road" tostissima dai risvolti sentimentali struggenti.

Il secondo libro di cui vi voglio parlare, altro ever green di casa, è:
"PIMPA E IL PRIMO INCONTRO CON TITO"
Storia allucinata e psichedelica dell'incontro tra una cagnolina varicellosa ed un cane cianotico in un losco luna park sottomarino gestito da pesci rossi. Ma l'ombra di un corpulento signore baffuto incombe sulla neonata amicizia: accetterà il signor Armando la nuova bestiola dal colore improbabile in casa sua?



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a volte mi chiedo, ma starò educando bene i miei figli?

scritto da: iBorisse alle ore 08:31 | link | commenti (16)
categorie: recensioni, libri, bambini
venerdì, 18 aprile 2008

L'analisi dell'On.Minchioni

- On. Minchioni come interpreta il risultato di queste elezioni?
Per quanto riguarda il
PDTCG-SSQ direi che siamo di fronte ad un soddisfacente pareggio: da un lato nessun elettore ha messo il proprio segno di spunta sul nostro simbolo, ma dall'altro nessuno c'ha messo una croce sopra.
Per quanto riguarda il centro destra credo che adesso non potranno ignorare la volontà del paese!
Una maggioranza schiacciante dell'elettorato ha deciso di mettere una bella croce sul PDL, credo quindi che l'On. Berlusconi ne debba prendere atto e dimettersi dalla politica!

- Ma On. Minchioni, il PDL ha vinto l'elezioni! E' con la croce che l'elettore esprime la propria preferenza, le schede che con il segno di spunta vengono annulate!
Ma... ma...ma..., ma PERBACCO, questo è... è... un SCANDALO è... è... un COMPLOTTO! Perchè nessuno ha informato correttamente gli elettori!

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Mi ero ripromesso che non avrei commentato il risultato elettorale con un post, ma l'amarezza e la preoccupazione sono così grandi che sento forte il bisogno di scherzarci sopra. A chi mi volesse far notare che questo post non fa ridere rispondo che sì, è vero, non c'è niente da ridere.

scritto da: iBorisse alle ore 09:16 | link | commenti (11)
categorie: fantapolitica, orrorpolitica, onminchioni
lunedì, 14 aprile 2008

Quando la balla è grossa

Ierisera, in macchina, rientrando a casa.
Manu: Mamma per quanto si deve andare a scuola?
Dida: A settembre inizi le elementari, poi ci sono le medie, dopo le superiori e poi se vuoi l'università
Manu: e dopo?
Dida: dopo vai a lavorare.
Io: (sapendo di mentire) sai Manu, normalmente più vai a scuola più cose impari, più cose sai più è facile che trovi  un lavoro che ti piace
Dida: (rincarando la dose) se sai tante cose puoi trovare un lavoro che ti piace, che ti da soddisfazione e che ti diverte.
Manu: Mamma, adesso non esagerare!

touché

scritto da: iBorisse alle ore 09:00 | link | commenti (13)
categorie: bambini
giovedì, 10 aprile 2008

Alla dogana di Paperopoli

I fatti narrati nel seguito sono realmente accaduti.
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Sono dipendente della A.C.M.E e faccio per conto loro il consulente alla Paperopoli SpA.
Un tempo la gestione degli accessi a Paperopoli era affidata al commissario Basettoni.
Basettoni era veramente in gamba: dopo la prima volta si ricordava perfettamente chi eri da quale responsabile di Paperopoli eri diretto.
Se all'ingresso c'era coda di visitatori occasionali da inserire nei registri doganali ti faceva passare avanti e ti allungava un badge che poi avrebbe registrato con comodo a coda smaltita. Basettoni dopo qualche mese mi fece avere anche un badge personale in modo da non dovermi registrare tutti i santi dì.
Nonostante l'efficenza di Basettoni, un giorno di circa un anno e mezzo fa, la gestione della dogana di Paperopoli viene affidata ad un'altra ditta.
Ecco che Basettoni viene sostituito da Gamba di Legno e il mio badge personale (non ho mai capito perché) viene annullato.
Comincia così il calvario di noi consulenti all'ingresso di Paperopoli.
- Chi è lei?
- Paperino, vado da Paperone.
- Chi?
- Paperino, vado da Paperone.
- PaperinI?
- No, PaperinO.
Ed ecco che Gamba di Legno inizia ad inserire i dati con l'unico dito con cui osa toccare la tastiera: l'indice sorvola la tastiera avanti e in dietro alla ricerca della lettera fuggiasca e appena individuata vi si abbatte sopra con violenza STONF!.
(stonf)P (stonf)A (stonf)P (stonf)E (stonf)R (stonf)I (stonf)N
- Ha detto Paperino, vero?
- Sì, Paperino
(stonf)O (STONF)<invio>;
- Da chi va?
- Da Paperone.
(stonf)P (stonf)A (stonf)P (stonf)E (stonf)R (stonf)O (stonf)N (??...???) (stonf)E (STONF)<invio>

Così, stonf dopo stonf, colpo su colpo finiva di inserire tutti i dati e ti allungava un badge, generalmente con la scritta "Manutenzione".
A quel punto conveniva fingersi idraulici, imbianchini o muratori per tutto il giorno piuttosto che farsi registrare come consulente.
Per quasi 6 mesi tutte le mattine la stessa storia, la stessa identica pagina di questo fumetto.

Allo scadere del sesto mese Gamba di Legno si è finalmente reso conto di essere a Paperopoli, i tasti della tastiera continuano a scambiarsi di posto, ma ha assorbito per osmosi un po' di nomi e così la pagina cambia.
- Eta Beta, vero?
- Ehm, no, Paperino.
- Ah, sì, sì, Paperino.
P A P E R I N O <invio>
(gli "stonf", ci sono ancora, immaginateveli da soli, che io mi sono rotto)
- Va da Archimed... ah, no, no, va da coso lì... da Paperoga.
- Paperone.
- Da Paperone?
- Sì, proprio da lui.
A R C <back space><back space><back space> P A P E R O N E <invio>
Per altri 6 mesi ci fermiamo a questa pagina. Faccio notare solo che Eta Beta in effetti è un consulente anche lui, ma non è della A.C.M.E. ed inoltre la somiglianza che c'è tra me e lui o tra i nostri rispettivi cognomi è, per l'appunto, la stessa che si può travare tra Paperino ed Eta Beta.

Un giorno la svolta.
In coda davanti a me trovo Gastone, un collega della A.C.M.E. che da un po' di tempo era mancato da Paperopoli.
- Chi è lei?
- Gastone.
- Bastone?
- No, G-Gastone, con la G, vado da Paperone.
P A P E R O N E <invio>
G A S T O N E <invio>
- Ma da chi va? Qui non c'è nessun Gastone!
- PAPERONE! Io sono Gastone.
- INSOMMA, CHI E' LEI?
- SONO GASTONE E VADO DA PAPERONE!
Finalmente ce la facciamo e Gastone prende il suo badge. A questo punto tocca a me e Gamba di Legno prova a rimediare facendo lo splendido:
- Eta Beta da Donald Duck, vero?
- No, Paperino da Paperone.
- MI DIA UN DOCUMENTO!
Non si è mai visto in un numero di Topolino Paperino che mena Gamba di Legno, ma, credetemi, sta per succedere. Gamba di Legno deve aver fiutato il pericolo e si affretta ad aggiungere:
- Le faccio il badge personale
Fu così che si concluse il calvario di Paperino all'ingresso in Paperopoli.

Ieri mattina ho visto facce nuove al confine e mi sono un po' inquietato, ma la sera all'uscita ho tirato un sospiro di sollievo: Gamba di Legno era di nuovo là con la sua bradipica dattilografia monodito.


(Da sinistra a destra: io - il portiere - l'altro consulente)

scritto da: iBorisse alle ore 13:42 | link | commenti (9)
categorie: racconti, quando la realtĂ 
martedì, 08 aprile 2008

Meme...nto mori

Aiuto! sono stato contagiato! la dottoressa Azzurra mi ha appena diagnosticato un meme dietro l'orecchio.
La cura prescritta è la seguente:

a) Mettere il link della persona che ti ha nominato (fatto!)
b) Mettere il regolamento del gioco sul proprio blog (fatto!)
c) Fare outing indicando 6 abitudini o particolarità, non importanti
d) Contagiare altre 6 persone mettendo il link al loro blog (dottoressa Azzurra, ma che razza di medico è? così favorisce l'epidemia!)
e) Avvisare queste 6 persone dell'avvenuta contaminazione (ah! ho capito dotoressa Azzurra, si è prestata ad un bieco complotto delle case farmaceutiche!! Vergogna )

Vabbe' il meme mi duole e quindi leviamocelo di torno.
Veniamo all'outing:
1. Non so tagliarmi le unghie delle mani perchè ho smesso di mangiarmele solo un paio di mesi fa e in oltre 33 anni non ho mai avuto le unghie lunghe. Adesso, quando sono troppo lunghe mi metto in coda a Manu e alla Cice e me le faccio tagliare dalla Dida.
2. Preferisco andare dal dentista piuttosto che in banca, alla posta o in qualunque altro ufficio pubblico.
3. Non ho mai messo la cravatta e mai la metterò. E' un simbolo fallico, per la forma e per la direzione che indica, quindi mi rifiuto di credere che una persona con un fallo al collo sia più elegante o credibile. In più la trovo antiestetica, scomoda e inutile.
4. Non avendo cravatte non ho bisogno di camicie, solo maglie, maglioni, magliette e felpe meglio se colorate e/o particolari.
5. A volte lecco il piatto
6. Una pisciata senza peto è come un'insalata senza aceto (antica poesia provenzale)

A questo punto l'estensione del contagio: mia figlia (adottiva), la mia città, l'ely, la Gisellina, la Laurina e tutto il pianeta norstrilia.
hmmm, la cura è quasi conclusa, ma stranamente non mi sento meglio e credo pure di aver perso qualche amico.
Come al solito non mi attengo rigorosamente alle prescrizioni mediche e salto il punto e) per 2 validi motivi:
1. Mi oppongo al disegno criminale delle case farmaceutiche
2. Un conto è infettare qualcuno perchè è venuto a trovarmi un conto è fargli un'iniezione di virus letale

scritto da: iBorisse alle ore 16:44 | link | commenti (7)
categorie:
lunedì, 07 aprile 2008

Piccoli filosofi crescono

Manu (5 anni), il filosofo delle priorità, mi ha spiegato l'etimologia della parola "mancino"
- Sai babbo perché si dice mancino?
- No, perché?
- eh, eh! perché viene da capitan Uncino, alla sinistra c'ha l'uncino: mano-uncino, mancino
- Cavolo Manu, hai ragione! dev'essere proprio così.

 

scritto da: iBorisse alle ore 14:44 | link | commenti (15)
categorie: bambini
giovedì, 03 aprile 2008

Offlaga Disco Pax - Robespierre

a me mi garbano un casino.

scritto da: iBorisse alle ore 17:08 | link | commenti (5)
categorie: musica

pensieri, parole, racconti sconnessi e scoordinati

Chi sono

Blogger: iBorisse
Nome: Boris
Sono un albero, l'energia dell'atomo e... Paperino. Mi piace leggere. Mi piace scrivere anche se non son capace. Mi piace la musica dal punk al jazz purchè mi prenda lo stomaco. Mi piace suonare anche se non son capace. Mi piace pagaiare lungo i fiumi, discenderli con calma e magari arrivare al mare. Mi piace passeggiare per boschi o per centri storici poco affollati. Mi piace giocare con il Lego. Amo la vita, incasinata o monotona che sia. Amo Manu, la Cice e la Dida, sempre; anche quando rompono o mi fanno incazzare.

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